Print Topic - Archive

Forum Restauro e Conservazione  /  Pulitura  /  Pulizia quadro senza informazione dell'epoca
Spedito da: cavagna, Settembre 20, 2014, 4:10pm
Ciao a tutti,
mi sono appena iscritto perchè nonostante la mia attività sia tutt'altra cosa (corniciaio) sono anche appassionato di quadri e oggetti antichi.
Il prete del mio paese mi ha regalato un quadro che è sempre stato nella parte superiore di una chiesetta vicino alle finestre (anche aperte) e sopra al fumo delle candele, ma non sono riuscito ad avere più informazioni. Quindi non so di che epoca sia e cose del genere. Leggendo in questo forum ho capito che avere informazioni di questo tipo prima di affrontare la pulizia del dipinto sono importanti e quindi, visto che il quadro è diventato molto scuro, come procedere per una pulizia anche leggera.
Ripeto, a me basterebbe anche una pulizia superficiale che riporti un po alla luce i colori originali che adesso sono completamente oscurati. Ho provato anche a cercare dei restauratori nella mia zona (Padova sud), anche solo per dei consigli, ma sembrano una specie in via di estinzione   , ne avevo trovati due e tutte e due sono diventati irrintracciabili.
Mi è stato consigliato una soluzione a base di Alcool etilico denaturato (incolore) min. 98 %, Olio di lino schiarito e purificato, Essenza di trementina pura e poi per proteggerlo usare una base di resina Damar e trementina.. Che ne dite?
Vi allego delle foto che magari possono aiutare.
Spedito da: cavagna, Settembre 20, 2014, 4:15pm; Replica: 1
.
Spedito da: cavagna, Settembre 20, 2014, 4:15pm; Replica: 2
.
Spedito da: cavagna, Settembre 20, 2014, 4:18pm; Replica: 3
.
Spedito da: cavagna, Settembre 20, 2014, 4:18pm; Replica: 4
.
Spedito da: cavagna, Settembre 20, 2014, 4:19pm; Replica: 5
.
Spedito da: cavagna, Settembre 20, 2014, 4:20pm; Replica: 6
.
Spedito da: cinnabarin, Settembre 21, 2014, 10:56pm; Replica: 7
la procedura descritta è altamente sconsigliata. Appartiene a metodiche di intervento che credevo oramai estinte. L'olio di lino non è un materiale da conservazione, e in nessun caso (non che manchino i nostalgici) và applicato sulle opere pittoriche.

Alcool per la pulizia superficiale anche no, già attivo sulle vernici,  direi che la cosa migliore,tensioattivo e al limite triammonio citrato in basse percentuali o,5%) in acqua deionizzata. Cosa che và calibrata rispetto a Prove preliminari, e alla resistenza del dipinto all'acqua. La pulitura si intende eseguita con tamponcini di cotone.

Questo dovrebbe rendere la superficie pulita.

A Padova di restauratori ce ne sono molti più di due. Basta un elenco telefonico.

Può anche rivolgersi alla scuola di restauro presso l'ENAIP di Piazzola sul Brenta.

Quello di cui mi stupisco è come si possano, nel 2014 verificare episodi di dispersione di patrimonio di questo tipo. Secondo me dovrebbe informare immediatamente la soprintendenza e restituire il dipinto alla chiesa da cui proviene. Il patrimonio culturale è di tutti e non andrebbe disperso in questo modo.
Spedito da: cavagna, Settembre 22, 2014, 7:45am; Replica: 8
.
Spedito da: cavagna, Settembre 22, 2014, 7:55am; Replica: 9
Citato da cinnabarin
la procedura descritta è altamente sconsigliata. Appartiene a metodiche di intervento che credevo oramai estinte. L'olio di lino non è un materiale da conservazione, e in nessun caso (non che manchino i nostalgici) và applicato sulle opere pittoriche.

...


Buon giorno @cinnabarin,
grazie per le informazioni/consigli. Seguirò il consigli che mi ha dato e per fortuna che ho chiesto perchè da quello che capisco, mi hanno dato consigli tutt'altro che buoni.

Per l'opera in se sto cercando di raccogliere più informazioni possibile e capire che storia ha ma qui sembra che nessuno ne sa niente.

Per i restauratori ne cercavo uno nella mia zona, probabilmente estendendo la ricerca a tutta la padovana... ma essendo una cosa che faccio a tempo perso come hobby non voglio che diventi troppo onerosa.

Ma da quello che si possa capire dalle foto, si può dedurre con che tipo di quadro abbiamo a che fare?
Spedito da: cinnabarin, Settembre 22, 2014, 8:54am; Replica: 10
Abbiamo a che fare con un opera pubblica, probabilmente sottoposta a vincolo di tutela, che deve essere restaurata informando la soprintendenza locale.

In generale non sono molto propenso ad alimentare il fai da te,  La professione di restauratore non si può improvvisare. Questa è un opera antica, che richiede, prima della pulitura, anche delle riflessioni sul consolidamento. Altre considerazioni è difficile farle perché le foto dei dettagli sono di bassa qualità.

Occorre precisamente rivolgersi a restauratori di dipinti, non a altre professioni che vantano competenze in merito.
Se lo porta alla scuola dove le o detto, potrebbe anche avere il lavoro fatto con prezzo modico se non del tutto gratis.

Siccome mi pare che non abbia compreso la gravità della cosa, se l'opera in questione dovesse esse espressamente segnalata nei documenti di vincolo della chiesa la sua alienazione potrebbe essere considerata forse un reato grave, verifichi l'esistenza di vincolo di tutela, e informi la soprintendenza del comportamento del parroco. Chiami la soprintendenza di Venezia e si faccia spiegare da loro come fare. Dalla chiesa dove era ubicato, il funzionario può risalite a sapere se il dipinto risulta oppure no.

Anche se non risultasse, essendo patrimonio ecclesiastico, non credo si possa così semplicemente regalare. Purtroppo la non conoscenza delle norme che regolano il patrimonio artistico porta spesso a vicende di questo tipo. Poi arriverà qualcuno un giorno a cercare quel dipinto e non lo troverà, con le conseguenze del caso. Ho fatto questo lavoro di ricerca in diverse occasioni, per le opere in prestito a varienti pubblici, e in alcuni casi mi sono trovato costretto segnalare sparizione/furto di opere. Il mio è solo un suggerimento di civiltà, ovviamente poi ognuno fa come crede, con le conseguenze del caso.



Spedito da: cinnabarin, Settembre 22, 2014, 8:59am; Replica: 11
in questo form serve firma completa di nome e cognome e la città dal profilo utente.
Spedito da: cavagna, Settembre 22, 2014, 10:21am; Replica: 12
Non è che non abbia capito o meno la gravità è che sto cercando di capire ed è per questo più informazioni riesco a raccogliere e meglio è. Chiunque possa chiamare dovrò essere in grado di dirgli che dipinto è o altre informazioni, altrimenti come fa a dirmi se è un quadro protetto o meno?

Io di sicuro e lo ben messo in chiaro si dall'inizio, non voglio sostituirmi e spacciarmi per un restauratore, ma visto che mi è stato regalato e visto che nella mia ignoranza delle norme era un quadro come tanti altri ma solo sporco, pensavo di dargli una pulita. Come detto nel post precedente seguirò quello che mi ha consigliato.

La firma mi sembrava di averla messa, adesso la rimetto. La città dove si inserisce?
Spedito da: cinnabarin, Settembre 22, 2014, 10:29am; Replica: 13
Grazie
La città si inserisce dal Centro utente dal menù in alto inizio pagina,  poi sul menù di sinistra informazioni profilo dove avrà la sezione per indicare la città.
Spedito da: cinnabarin, Settembre 22, 2014, 10:39am; Replica: 14
la diocesi è diversa ma vale quanto scritto in questo vademecum sui beniculturali ecclesiastici (lo consigli al parroco del suo paese)

http://www.arcidiocesicamerino.it/files/Vademecum_BeniCulturali.pdf

«Ogni rimozione di opere d’arte dalla loro sede originaria, per
una collocazione in altra sede (ad esempio in altra chiesa, in casa parrocchiale,
nel museo diocesano, nel palazzo vescovile) per motivi di sicurezza,
deve essere autorizzata dai competenti organi canonici e civili. La
nuova collocazione, una volta autorizzata, sarà segnalata sulla rispettiva
scheda di catalogo.».4

Ogni volta che avvenga una variazione - nuovi acquisti, danneggiamenti,
restauri, furti - occorrerà darne tempestiva comunicazione
all’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici per l’aggiornamento
dei dati nell’inventario. Sarà cura dell’ufficio trasmettere la comunicazione
alla Soprintendenza competente.

Ogni spostamento di opere d’arte, anche solo all’interno del territorio
parrocchiale, necessita di preventiva comunicazione/autorizzazione
della competente Soprintendenza

In ogni caso, qualunque decisione, che andrà registrata in convenzioni
ufficiali, sarà preventivamente concordata con il vescovo che è
responsabile del patrimonio diocesano.

Soprintendenza competente seguendone l’iter burocratico.
Prima di spostare l’opera dal suo luogo al laboratorio di restauro è
necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza.

Si raccomanda la massima vigilanza su quanto indicato, perché
affidare opere a restauratori non abilitati o senza la necessaria autorizzazione
della Soprintendenza (che dovrà essere sempre richiesta tramite
l’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici), espone il parroco
a sanzioni canoniche e civili, anche di carattere penale. Anche il materiale
librario e archivistico è sottoposto alle stesse disposizioni.
Spedito da: cinnabarin, Settembre 22, 2014, 10:41am; Replica: 15
I beni mobili non sono alienabili (escluso casi particolari); i trasgressori
sono passibili di sanzioni canoniche e civili, anche penali.
Spedito da: cavagna, Settembre 22, 2014, 10:51am; Replica: 16
ahahahah non trovavo dove inserire la città perchè nelle impostazioni è chiamata "posizione corrente" ed essendo assieme a età e sesso pensavo che fosse tipo che lavoro stai svolgendo. Vabbe l'importante è capirsi.

Molto interessante il riferimento citato, di sicuro lo stampo e lo mostro al parroco, sempre che non lo conosca ma...
Spedito da: cavagna, Settembre 22, 2014, 2:49pm; Replica: 17
Non è che non abbia capito o meno la gravità è che sto cercando di capire ed è per questo più informazioni riesco a raccogliere e meglio è. Chiunque possa chiamare dovrò essere in grado di dirgli che dipinto è o altre informazioni, altrimenti come fa a dirmi se è un quadro protetto o meno?

Io di sicuro e lo ben messo in chiaro si dall'inizio, non voglio sostituirmi e spacciarmi per un restauratore, ma visto che mi è stato regalato e visto che nella mia ignoranza delle norme era un quadro come tanti altri ma solo sporco, pensavo di dargli una pulita. Come detto nel post precedente seguirò quello che mi ha consigliato.

La firma mi sembrava di averla messa, adesso la rimetto. La città dove si inserisce?
Spedito da: LALLE, Settembre 27, 2014, 11:16am; Replica: 18
  :o Mi permetto di intervenire suggerendo a Lei e soprattutto al suo Parroco di fugare ogni dubbio sulla legittimità del suo dono ( proprietà ecclesiastica ma soggetto alla normativa di tutela nazionale D.Lsg. 42/2004, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio;) rivolgendosi al Ufficio Beni Culturali  della Diocesi competente, che immagino sia quello di Padova.
Questo il Link :http://www.diocesipadova.it/pls/s2ewdiocesipadova/v3_s2ew_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=608
Spedito da: cavagna, Settembre 27, 2014, 3:28pm; Replica: 19
Io nel dubbio ho già restituito il tutto al legittimo proprietario.
Spedito da: ValentinaM, Ottobre 1, 2014, 12:06pm; Replica: 20
Concordo anch'io pienamente con Cinnabarin: le condizioni del dipinto non mi sembrano alla portata di qualcuno che non sia del mestiere, a parte la pulitura (che comunque non mi sembra semplice), si intravedono diverse lacune di film pittorico che magari ora si vedono poco, ma una volta pulita l'opera emergeranno e grideranno vendetta, quindi andranno necessariamente risolte. Vedo anche un rilassamento della tela e possibili problemi di decoesione risolvibili con un consolidamento. Al di là delle questioni legali ed etiche, giustamente espresse, tecnicamente parlando è un lavoro che deve fare un tecnico professionista. Non mi esprimo sulla questione di regalie o vendite di opere d'arte da parte dei parroci, che credono di esserne proprietari e detentori di ogni diritto, mentre tali opere sono di proprietà della Diocesi e se vogliamo, di tutti noi...
Print page generated: Luglio 20, 2019, 8:15am