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Forum Restauro e Conservazione  /  Restauro carta  /  BOROIDRURO DI SODIO
Spedito da: licia, Febbraio 23, 2015, 3:06pm
Ciao,
qualcuno di Voi mi può dare info / bibliografia sull'impiego del boroidruro di sodio?
grazie
Spedito da: eflaia, Febbraio 24, 2015, 10:25pm; Replica: 1
Il boridruro di sodio è un composto utilizzato come riducente nel restauro delle carte moderne. L'ho utilizzato a Lipsia durante le fasi preparatorie per la spaltung (sfaldatura) mecanizzata della carta.
I fogli di carta (si trattava per lo più di giornali o pubblicazioni dei primi decenni del XX secolo) erano inseriti in tasche ottenute con reti di poliestere. A loro volta queste tasche erano montate dentro appositi cestelli di acciao inossidabile e immersi in bagni successivi. Si cominciava con un lavaggio in acqua calda (circa 45°C) e poi si passava nella soluzione di boridruro di sodio. L'azione sulla lignina ossidata era piuttosto impressionante: i cestelli, benchè pesanti, erano sollevati dai ganci cui erano appesi a causa delle liberazione di notevoli quantità di idrogeno.
Poi si passava ad un successivo bagno in acqua a temepratura ambiente per rimuovere eventuali residui.
Dopo lo smontaggio dei cestelli e l'estrazione dei fogli questi ultimi erano fatti asciugare leggermente prima del restauro con la ponitrice meccanica. Il procedimento continuava con altre fasi ma questa è un'altra storia.
Dal punto di vista chimico, come ho scritto, si otteneva la riduzione della lignina ossidata e l'effetto ottico era ben evidente, anche se non particolarmente allettante: la carta imbrunita dopo il trattamento acquistava una colorazione grigiastra. Le carte così trattave risultavano anche alcaline anche se il tampone alcalino era inserito in un altro modo.
COm'è noto i composti del sodio non sono in genere molto indicati nel restauro della carta proprio a causa della loro elevata reattività. Trattandosi in questo caso di un sistema semi-industriale, si è evidentemente fatta un'eccezione. Comunque si tratta di esperienze di quasi 20 anni fa.
Posso chiederti a cosa ti serve?
Fammi sapere se ti interessano dati più precisi perché devo recuperare la mia documentazione.
Spedito da: licia, Febbraio 26, 2015, 3:39pm; Replica: 2
grazie.
cerco notizie per un uso alternativo all'acqua ossigenata o all'ipoclorito. Volenti o nolenti lo sbiancamento viene fatto: vorrei capire quale metodo sia meno lesivo.
Spedito da: eflaia, Febbraio 26, 2015, 5:02pm; Replica: 3
Allora non ti consiglio il boridruro di sodio.

Come riducenti potresti potrebbero invece interessarti il terz-butil-ammino borano o il complesso boro-ammoniacale (borazano). Entrambi sono descritti in studi su Restaurator.
Considera che si tratta di riducenti: quindi non aspettarti il bianco che si ottiene dall'uso di perossidi.
Comunque dipende anche da che tipo di materiali devi trattare. CErtamente se si tratta di opere d'arte la cosa può aver senso. Ma, visti i prezzi, se devi trattare grandi quantità di carta è un altro discorso.
Spedito da: licia, Febbraio 26, 2015, 5:12pm; Replica: 4
I perossidi danno bei "bianchi", ma sono molto forti e in taluni casi regrediscono velocemente, nonostante risciacqui, deacidificazioni, anticloro...un riducente se meno lesivo può essere quindi accettabile, per i costi, ovviamente è da ponderare in base alla preziosità (per lo più economica) dell'oggetto.

Il boroidruro, quindi, è degradante in egual misura?

hai link o bibliografia un poco più precisa?
Spedito da: eflaia, Febbraio 27, 2015, 5:53pm; Replica: 5
Il boridruro più che sbiancare ingrigisce. trattandosi di giornali ecc. l'effetto era tollerabile ma su un'opera d'arte non sarei dello stesso avviso.
Comunque io l'ho usato soltanto su carte a base di lignina tra il 1914 e il 1944.
Ripeto poi che la reazione è davvero molto violenta e se la carta è fragile si rischia parecchio.

Quindi non è un discorso di degrado "in ugual misura" ma di un risultato completamente differente.

Alcune informazioni di base le trovi qui:
http://cool.conservation-us.org/coolaic/sg/bpg/pcc/19_bleaching.pdf
(ma probabilmente le conosci già)
Sulla mia esperienza tedesca ho del materiale, ma molto vecchio, spero nei prossimi giorni di reperire il manuale che usavo al tempo e dove ci dovrebbero essere informazioni molto interessanti.

Posso chiederti perché non usare il terz butil ammino borano o il complesso boro ammoniacale?
Spedito da: licia, Marzo 15, 2015, 8:41pm; Replica: 6
devo approfondire
Spedito da: eflaia, Marzo 16, 2015, 7:12pm; Replica: 7
Spero tu sia molto paziente perché al momento i mei appunti e libri sono assai poco "utilizzabili".

Comunque sono riuscito a scovare il manuale che Wolfgang Waechter aveva pubblicato al tempo: Buecher erhalten, pflegen und restaurieren, Stuttgart 1997.
A p. 75 c'è la descrizione dell'uso del boridruro di sodio come agente riducente. È citato il suo uso nell'industri cartaria e nella documentazione di Helen Burgess (che mi pare sia quella che ti ho già inviato).
Il testo dice che il boridruro (anzi, i boridruri in generale) sono in grado di ridurre i gruppi aldeidici e anche quelli carbonilici.
Si afferma che l'effetto sbiancante del boridruro è alquanto modesto, paragonabile a quella di altri sbiancanti a dosi molto basse.
Si riporta che alcuni tipi di carta risultano indebiliti dal trattamento che li rende porosi per via dell'emissione di gas.

Il bagno è così descritto: 200 litri d'acqua a circa 50°;
si aggiungono 25 g di boridruro di sodio;
l'immersione del materiale dura 60 minuti mentre la temperatura viene innalzata a 80°.

Posterò più roba quando la troverò.
Spedito da: licia, Aprile 29, 2016, 10:55pm; Replica: 8
riprendo il filo del discorso: HELP cerco bibliografia sull'uso del complesso borano ammoniacale.
interessanti le pubblicazioni icpal del seguente sito http://www.icpal.beniculturali.it/chimica_approfondimenti.html

soprattutto sull'uso della sostanza su carte novecentesche colpite da foxing (piccolo e serrato), cui il lavaggio è difficoltoso, per questioni "ergonomiche" e non per media grafiche.

grazie :-)
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